DAREDEVIL – L’UOMO SENZA PAURA (2019)

L’uomo senza paura di McKay è un’opera davvero importante. Non è la prima volta che Matt deve rinascere, è già successo negli anni 60 quando era un semplice ragazzino, che per salvare un anziano si lanciò sotto un camion perdendo la vista. Poi accadde negli anni 80, dopo che Kingpin lo rese un barbone senza scopi nella vita. Successe anche dopo Shadowland e Matt fece un lungo viaggio per ritrovare se stesso. Ma questa volta è diversa. Perchè Matt è in un lettino d’ospedale? Perchè ha salvato un ragazzo da un camion. Il cerchio che si chiude. Ancora una volta un camion. Il suo primo villain, possiamo dirlo no? E adesso? E’ pieno di cicatrici ma la maggior parte di quelle provengono dal passato.

MWF 2

C’è filosofia e introspezione, è Daredevil, fa parte del suo DNA. Già dal primo numero i lettori si confrontano con domande più ampie sullo scopo del dolore e della paura e su come questi si riflettono sulla nostra vita. Il nostro senso del dovere, il nostro istinto di sopravvivenza. Nel primo numero troviamo Foggy, nel secondo Sam Chung e Kirsten McDuffie e in tutto questo ritorna la paranoia del passato che ci distrugge il futuro. Per evitare di fare del male alla McDuffie, come con le altre sue donne, la allontana. La paura divora tutto.  Dopo c’è il rapporto tra Matt e gli altri Defenders. Convinti che non deve e non può finire qui la sua “carriera” e facciamo un bel salto nel passato quando il gruppo “urban” salvò Ben Urich dall’Insanicida.
Il quarto è probabilmente il mio preferito, dedicato al conflitto tra Matt e Wilson Fisk.
Un gran bel monologo di Fisk mixato ai pensieri di Matt Murdock per rivivere momenti del passato pieni di neve. Infine arriva la piena consapevolezza di Matt che quello che faceva era giusto. Il pensiero al padre.
A cosa serve il dolore? Ad andare avanti. La paura è inutile? No, serve ad incutere paura a Fisk e compagnia bella. E’ una mini che non so se verrà ricordata in futuro, serve a trasportare Matt da uno stato ad un altro, è un ottimo ponte da una run all’altra.
E’ un bel tributo al personaggio e devo ammettere che da coraggio.

MWF 5

Beyruth, Landini, Villanelli e Coello rendono graficamente questa mini una vera perla. Ho apprezzato tantissimo il modo di MacKay di “bloccare” Matt in quel lettino d’ospedale. Questo ci fa capire che con una buona sceneggiatura si può fare tutto non c’è bisogno di azione o colpi di scena.

Alla prossima diavolacci!

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