DAREDEVIL: SOGNATORE AMERICANO – DAREDEVIL COLLECTION #15

Sognatore americano contiene i primi dieci numeri della gestione di Ann Nocenti su Daredevil.
La Nocenti, per capirci, arrivò dopo Rinascita e non era sicuramente semplice prendere il timone del Diavolo dopo la run di Miller e dopo un’opera come Born Again che è entrata nei cuori dei fan ed è considerata la migliore opera fumettistica di sempre. Questo volume raccoglie Daredevil #236-245 e all’interno ci stanno tante perle.
La prima storia, che da il nome alla raccolta, Sognatore americano, forse è la storia più importante del volume.
Una critica al mondo bellico, i traumi post-guerra e la distruzione dell’anima per il povero Jack Hazzard.
Nella seconda storia ospite d’eccezione, Klaw, per l’unica storia del volume non scritta dalla Nocenti.
Poi arriva, dal mondo dei mutanti, Sabretooth. Daredevil #239-240 segnano la nascita di Marciume, un personaggio davvero incredibile, che a pensarci bene, mi piacerebbe vedere nella serie tv. Un fanatico della pulizia.
Un rupofobico ad estremi livelli a causa di una mamma troppo ossessiva. Nel Daredevil #241 abbiamo una storia disegnata da Todd McFarlane, (inventore di Spawn insieme a Liefeld), Nero Natale. Una storia drammatica che termina con una brutta morte e tanta neve. Con il Killer del Caviale, abbiamo una critica ai mass media, la manipolazione dei giornalisti che sfruttano la povera gente solo per fare grandi ascolti.
Nel Daredevil #243-244 abbiamo la nascita del Senza Nome, Mr.Voodoo e compagnia bella, due numeri che sfiorano l’esoterico e il thriller davvero affascinanti. Il volume termina con Pantera Nera e un pò d’azione.

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E’ bellissimo il rapporto che Daredevil ha con i bambini del quartire i Fat Boys (i ciccioni), sopratutto con Butch che vedremo anche in Typhoid Mary. Quello che ho notato, in questo volume, è che la domanda cardine delle storie di Ann Nocenti è proprio il “perchè essere un supereroe?”, il punto focale di tutto è “la gente odia quello che faccio, lo faccio per il loro bene, per fermare il male, perchè non lo capiscono?”. Adoro questa sua scelta di mettere in crisi Murdock su questo ambito. Il suo costume. Il suo simbolo. Anche Karen non aiuta.
Non siamo ancora all’apice della run della Nocenti, che a mio parere viene raggiunto con Typhoid Mary, ma è uno di quei volumi da tenere in libreria e da rileggere quando si ha malinconia di quegli anni. Imperdibile.

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Alla prossima diavolacci!

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